I TEMPLARI DI BYZANTIUM
La Magistratura Templare con diritto ereditario.
Molto di Più di una mitica confraternita
il mistero continua.
 
I Templari costituiscono per certo la prima confraternita della storia, le cui radici giungono fino ai tempi pagani dei "Fratres Arvales" , costituiti da Romolo al tempo della fondazione della città "Caput Mundi" .
L'istituzione comprendeva 12 sacerdoti, Romolo compreso, addetti alla venerazione della dea Dia.
Ne facevano parte i discendenti di Enea, che era a sua volta custode del culto degli Avi (Aviti), come menzionato da Plutarco, oltre a genealogie spartane, etrusche ed etnie ebraiche, già presenti fin dai tempi del rientro dall'Egitto in Palestina a opera di Mosè.
Neapolis è la prima città fondata dagli Ebrei in Palestina a seguito dell'esodo egiziano in seguito i Cumani, discendenti da genealogie ebraiche fondarono Napoli in campania (Citta' Nuova).
A Palestrina (Preneste) si stabilisce Enea e prende in sposa Lavinia, figlia del re latino Erulo.
Al tempo di Annibale Palestina è assediata e resiste a tal punto che il Cartaginese le riconosce l'onore delle armi, alla sua difesa concorrono due discendenti dei "Fratres Arvales", i consoli Anicio e Mancino.
L'onore e la lealtà dei due cresce a dismisura e gli appartenenti alla "Gens Anicia" sublimano conseguentemente il loro stato di grazia con l'acquisizione di cariche importantissime a consoli e proconsoli, prefetti e tribuni di Roma, delle Gallie, dell'Illiria, dell'Africa, oltre che a pontefici massimi dell'Impero.
La "Gens Anicia" di Siria contrae parentele con i discendenti di re e imperatori dell'Africa romana e con le genealogie ebraiche discendenti da Re Salomone. Tali nascite si appellano "Marini", da Marin, che in lingua aramaica significa Signore o re.
I sovrani di Siria erano chiamati "Marini", come riportato da scrittori sincroni tra i quali Philo l'Ebreo.
Anche il nome Maria deriva da "Marini" nel suo significato di signora.
I cristiani Anici, Sotto Nerone vivono in clandestinità e, quali proconsoli e pontefici massimi dell'Impero, probabilmente si preoccupano di proteggere le genealogie ebraiche cristiane dei discendenti Leviti, confondendosi con riti similari al mitrianismo.
Gli "Anici-Marini" sono tra i primi ad abbracciare il cristianesimo al tempo di Costantino e del Concilio di Nicea. Vi è un susseguirsi di personaggi di spicco appartenenti alla "Gens Anici-Marini" nelle massime cariche dell'Impero e della Chiesa di Roma, che incidono nella caduta dell'Impero d'Occidente ormai corrotto, a causa dei decaduti costumi morali, evidentemente denunciati e messi in seria crisi dai valori del Cristianesimo.
Il nome Anicio sparisce dalla storia con la caduta dei Giustiniani imperatori d'Oriente e per il ramo ecclesiale verrà sostituito dal nome più antico dei Marini o Mariniani, accompagnato al titolo ereditario di "Magister" per discendenza maschile obbligatoria, appellativo dei consoli dell'Impero romano.
Dalla Gens Anicia discendono 20 imperatori, Papi Santi e Martiri tra i quali San Benedetto da Norcia, San Mauro, san placido e San Tommaso d'Aquino (il Dottore Angelico).
E siamo alla dominazione normanna dei primi anni del 1000, le genealogie "Anici" si ritrovano insediate a Gaeta, Cuma e ducato di Napoli da oltre 300 anni, con il titolo di duchi, consoli, prefetti e comiti (comiti:appellativo dei proconsoli d'Oriente mutato poi in Conti posteriormente).
È possibile far risalire l'epoca templare al pontificato di papa Gelasio II dei Caetani d'Aragona, fondatore dell'ordine, nato a Gaeta e discendente da Docibile I (nominato Giovanni) figlio di Marino vescovo di Gaeta e abate di Montecassino, come anche da Anatolio già duca di Napoli nel 715 e discendente dalla sorella del re goto Teodorico, e dalla famiglia San Anicio Boezio martire.
In linea diretta tutti eredi dei proconsoli romani "Anici", custodi della tradizione levitico-ebraica di
salvaguardia delle leggi di Mosè e difesa armata dell'Arca dell'Alleanza e del Tempio di Re Salomone e del Santo Sepolcro.
Quella dei Leviti è la tribù sacerdotale ebraica consacrata da Dio.
I magistrali templari risultano dunque eredi dell'antico titolo del "Magister Militum" romano.
Dopo la soppressione dell'Ordine dei Templari da parte di Filippo il Bello la tradizione secolare della famiglia "Anici-Marini" continua attraverso i suoi "Maestri", quali notai ecclesiastici e secolari per discendenza ereditaria obbligatoria denominati "Magistri Marini", che si ramificano nelle diocesi più importanti del sud Italia e soprattutto in Puglia.
Negli Archivi di Stato di Terra di Bari si trovano le pergamene originali sottoscritte dai discendenti dei "Maestri" templari, nelle quali figurano giudici Leviti e dove sono evidenti a piè pergamena gli inconfondibili nodi di re Salomone uniti alla croce templare fino al 1286, anno della morte di Magister Marino Arcivescovo di Capua.
I poteri dei "Maestri-Magistrati" templari, solitamente cappellani papali prima e arcivescovi di Capua poi, sono assimilabili a quelli dei sacri sacerdoti della tribù di Levi, prediletti da Dio e destinati a guardia armata dell'Arca dell'Alleanza.
Questi poteri e mansioni sono ereditari, obbligatori e secolari.
Essi custodiscono la Legge di Mosè e della Storia Sacra; hanno incarichi di Sommi Giudici e di Ecclesiastici Pubblici; di Profeti; Legislatori; di Dispensatori di benedizioni; di Esattori delle decime destinate al Tempio e di Camerari imperiali e reali; di Guaritori; di Esorcisti con facoltà di scomuniche e di conferimenti nobiliari ed ecclesiastici; di Costruttori di templi; di Cantori.
A partire dal 1118 assumono l'incarico di Sommi Giudici a capo della milizia templare.Intorno al 1255, dopo la morte di Federico II, la presenza templare di Capua si fa più consistente in Terra di Bari e torna ad occupare con la sua presenza quei castelli, Gioia del Colle, Terlizzi Trani, Barletta ed altri, anticamente ceduti alla Chiesa romana e appartenuti agli Altavilla.
I loro discendenti quali "Magistri templarorium" ,oggi Mastromarino, ne erano e ne sono ancor oggi
i custodi.
Un particolare accenno va al Castello di Gioia del Colle, il quale insieme con quello di Sannicandro di Bari fungeva da centro di probabile coordinamento di tutte le attività templari d'Occidente e d'Oriente.
Il castello di Gioia del colle in particolare, rappresenta simbolicamente il Tempio di Re Salomone.
 
Il Gran Priore Maestro
dei Templari di Byzantium